Può aiutare nella lettura delle opere conoscere che:
- I colori usati nelle pitture sono simbolici e non vengono mai usati quelli che possono far pensare alla terra, alla vegetazione, a cose o persone viste secondo gli occhi fisici.
- Si cerca deliberatamente un aggancio ad una visione non esterna del mondo, riproponendo una lettura di quei simboli che le varie tradizioni e scuole di pensiero hanno lasciato lungo i secoli, per indirizzare la sensibilità verso il mondo interiore con le sue lotte e la sua ricerca più o meno cosciente dei principi che lo determinano.
- I drappi e le tende che spesso incorniciano le opere stanno ad indicare che ciò che viene rappresentato si riferisce a forze che agiscono dentro l'essere.
- L'uso dei veli e drappi per indicare che la scena si svolge all''interno è ripreso dall'iconografia sacra tradizionale.
- I soggetti trattati trascurano volontariamente le misure, la tridimensionalità e la prospettiva classica,riportando il tutto ad un' immagine di forte valenza simbolica nella quale conta il modo di vivere e di sentire più che l'oggettività del vedere.
- I volti raramente sono dipinti nei loro particolari; questo per accentuare il senso di universalità.
- I simboli richiamano a tematiche che ebbero nel medioevo un'epoca feconda quale la letteratura graalica sorta all'epoca dei Cavalieri Templari in Francia e Germania, l'Alchimia e l'Ermetismo che ne è la sua teoria. Infine, ma non ultimo, è il riferimento ad una ricca simbolica cristiana che con il romanico, cistercense e gotico segna delle tappe fondamentali per allegorizzare significati di alta valenza spirituale.
“Le grandi tele di Luisa del Campana sono popolate da un universo simbolico ed ancestrale dove la mistica antica, il parlar cortese e l’iniziazione alchemica di ascendenza medievale si fondono in temi, figure e soggetti dai connotati fortemente volumetrici e impalpabilmente eterei ad un tempo, nei quali il linguaggio ed i colori di un passato - divenuto quasi atemporale per il trascorrere dei secoli - si fondono con i tratti e le cromie irreali dell’Espressionismo e la campitura, rinnegando la prospettiva classica, ‘medievalizza’ l’eredità cubista, illeggiadrita da sapienti citazioni liberty. Così la favola di un tempo, disseminata di angeli e di demoni, di dame e di cavalieri, diviene metafora filosofica ed esistanzialista del futuro dell’Umanità; collegandosi il passato direttamente all’avvenire, annulla provocatoriamente la realtà del presente ed i suoi quadri assurgono a rutilanti vibrazioni cromatiche di miniature e di vetrate di cattedrali di un Medioevo prossimo venturo, alla ricerca di una ‘pietra filosofale’ fantascientificamente wagneriana”.
Giampaolo Trotta
<--- indietro